Non è il solito viaggio in bici, a piedi, in torpedone etc., ma un libro (tra l'altro scritto molto bene) che parla soprattutto di sogni e libertà.
Basta, basta ho detto fin troppo: leggetelo!
E' il primo romanzo dello scrittore e magistrato barese che leggo al di fuori dei casi dell'avvocato Guerrieri. Ambientato alla fine degli anni 80 questo libro si legge veramente tutto di un fiato e una pagina tira l'altra. Lo scorso inverno ne è stato tratto un film dal titolo omonimo che però a vederne il trailer su youtube non mi ispira granchè, anzi...
ita davanti, di poterne disporre a suo piacimento, aspettando la grande occasione. Avverte subito, tuttavia, una contraddizione ragione/cuore: la prima gli fa desiderare di andar via, convincendolo che nulla di buono verrà da quel confine, il secondo continuerà a presentire, fino alla fine, «cose fatali». Così Giovanni si adatta alla vita della Fortezza, consegnando nelle mani della Disciplina militare, sempre uguale, sempre regolare, la propria esistenza. Trascorreranno quindici anni prima che egli inizi a rendersi conto che il tempo è fuggito, prima che riesca ad individuare, a ritroso, perfino l'attimo esatto in cui la giovinezza gli è sfuggita di mano: «la prima sera che fece le scale a un gradino per volta».
le ho trovate quantomeno interessanti.