mercoledì 7 maggio 2008

Giro delle Mura Estensi - 1° Maggio


Ero sicuro di aver sentito “click” dalla magica e infallibile macchina fotografica di Ale Grandini, ma non trovavo dove fosse pubblicata.

Andiamo con ordine.

È il primo maggio, fuori c'è un bel sole e come da 35 anni ormai a questa parte si corre il “Giro delle Mura Estensi – Trofeo Pizzeria Pippo”.

Mi sveglio comodamente alle 8:15 e mi dico:”…mah boh, mumble mumble chissà a che ora parte la corsa…”.
Chiara mi guarda con aria…beh, meglio non dirlo.

Butto l’occhio al cellulare e trovo un sms di mio fratello Giorgio, che mi pone la stessa domanda. Ok, non chiederò a lui… Nel frattempo vado a zonzo per la cucina ingurgitando una banana, uno yogurt, un po’ di pane e bevendo un caffè.

Ma chi se non l’onnipresente e onnisciente Bigo può essere a conoscenza di questa preziosa informazione?

ALLARME: la corsa parte alle ore 9:30.

Bene, mi cambio al volo e parto con la bici in direzione Ippodromo.
Arrivo un bel po’ trafelato, lego la bici a un cancello, pago i 5 euro di iscrizione, mi metto in abbigliamento da podista e mi dirigo verso la zona di partenza. Come mi accodo, BUM, lo sparo di inizio gara.

Mescolato alla mandria in movimento che alza un bel polverone durante il primo giro dell’ippodromo le “carrambate” non si contano più: Couch Crive, Govobay, KK, i VIPs Yoga del Corriferrara, e infine anche Bigo.

I primi 3km li uso da riscaldamento non avendolo potuto fare prima. E come se non bastasse la colazione “maratona style” non è che l’ho proprio mandata giù del tutto. Pian pianino aumento il ritmo, mi sento bene. Arrivo all’ippodromo con una buona progressione e chiudo con sensazioni positive del tutto inaspettate.

Terminata la gara ne approfitto per fare una decina di minuti di defaticamento, cosi pian pianino vado incontro a Giorgio. Facciamo quasi un chilometro insieme e click eccola qua…


martedì 6 maggio 2008

Nuove presenze si aggirano per casa

Frattanto i pesci
dai quali discendiamo tutti
assistettero curiosi
al dramma collettivo
di questo mondo
che a loro indubbiamente
doveva sembrar cattivo
e cominciarono a pensare
nel loro grande mare
com'è profondo il mare
nel loro grande mare
com'è profondo il mare

E' chiaro
che il pensiero dà fastidio
anche se chi pensa
è muto come un pesce
anzi un pesce
e come pesce è difficile da bloccare
perchè lo protegge il mare
com'è profondo il mare

Certo Chi comanda
non è disposto a fare distinzioni poetiche
il pensiero come l'oceano
non lo puoi bloccare
non lo puoi recintare


Così stanno bruciando il mare
Così stanno uccidendo il mare
Così stanno umiliando il mare
Così stanno piegando il mare.

(Lucio Dalla - 1977)

lunedì 5 maggio 2008

Biscotti speziati tedeschi

Dal libro di ricette di Chiara...
  • 300 gr. di farina;
  • 180 gr. di miele;
  • 100 gr. di burro;
  • 3 cucchiai di zucchero di canna;
  • 100 gr. di mandorle tritate;
  • 1 tuorlo;
  • 1 bustina di lievito;
  • 1 cucchiaino colmo di spezie miste in polvere (cannella, cardamomo, chiodi di garofano...);
  • buccia di limone grattugiata.

Preparazione:

sciogliere a fuoco bassissimo il burro con il miele e lo zucchero di canna. Lasciare intiepidire il composto, quindi unirvi la farina, il tuorlo, le mandorle, le spezie, la buccia di limone e per ultimo il lievito.
Formare una palla, avvolgerla con pellicola per alimenti e porla in frigorifero per mezz’ora. Quindi stenderla in uno spessore di circa mezzo centimetro, ritagliarvi i biscotti e cuocerli in forno preriscaldato a 180° per circa 15 minuti o comunque finchè avranno assunto un colore dorato.

GF: Giro di Romagna


Secondo appuntamento per il sottoscritto al Circuito Romagnolo, questa volta si parte da Lugo(RA).
Il cielo mattutino è incerto e la temperatura è nettamente più bassa dei giorni precedenti.
Fortunatamente questa volta sono dotato dei fantastici “manicotti” con tanto di marchio della squadra.

La partenza è affollatissima e l’atmosfera è come solito molto allegra e festosa, eccezione fatta per qualche ciclista esaltato che non manca di manifestare la sua idiozia (qualcuno capirà...).

Il gruppo del CUS resta compatto per i primi 50km (primo ristoro) poi ci dividiamo da subito, chi per il percorso corto (88km) chi per il medio (138km), sul “bersaglio grosso” che prevede il giro completo (170km) restiamo in tre: Mole, Simo ed io.



Arrivati a Palazzuolo sul Senio la strada sale per una decina di chilometri fino ad arrivare in cima al Monte Sambuca: qui la salita in dettaglio.

Salita al Monte Sambuca

Secondo ristoro per noi e giù in discesa. Nel frattempo il cielo si è schiarito grazie a un simpaticissimo Eolo (Dio del vento) che nel piattone finale si farà sentire. Dopo un ultimo rifornimento sul monte Collina ci aggreghiamo a un folto gruppo col quale arriviamo spediti a Lugo.

All’arrivo super pranzo a base di pasta, piadina con salsiccia e dei magnifici dolcetti con marmellata, alchermes e zucchero.

5 Maggio


Ei fu. Siccome immobile,
dato il mortal sospiro,
stette la spoglia immemore
orba di tanto spiro,
così percossa, attonita
la terra al nunzio sta,


muta pensando all'ultima
ora dell'uom fatale;
né sa quando una simile
orma di pie' mortale
la sua cruenta polvere
a calpestar verrà.


Lui folgorante in solio
vide il mio genio e tacque;
quando, con vece assidua,
cadde, risorse e giacque,
di mille voci al sònito
mista la sua non ha:



vergin di servo encomio
e di codardo oltraggio,
sorge or commosso al sùbito
sparir di tanto raggio;
e scioglie all'urna un cantico
che forse non morrà.



Dall'Alpi alle Piramidi,
dal Manzanarre al Reno,
di quel securo il fulmine
tenea dietro al baleno;
scoppiò da Scilla al Tanai,
dall'uno all'altro mar.


Fu vera gloria? Ai posteri
l'ardua sentenza: nui
chiniam la fronte al Massimo
Fattor, che volle in lui
del creator suo spirito
più vasta orma stampar.


La procellosa e trepida
gioia d'un gran disegno,
l'ansia d'un cor che indocile
serve, pensando al regno;
e il giunge, e tiene un premio
ch'era follia sperar;


tutto ei provò: la gloria
maggior dopo il periglio,
la fuga e la vittoria,
la reggia e il tristo esiglio;
due volte nella polvere,
due volte sull'altar.


Ei si nomò: due secoli,
l'un contro l'altro armato,
sommessi a lui si volsero,
come aspettando il fato;
ei fe' silenzio, ed arbitro
s'assise in mezzo a lor.

E sparve, e i dì nell'ozio
chiuse in sì breve sponda,
segno d'immensa invidia
e di pietà profonda,
d'inestinguibil odio
e d'indomato amor.


Come sul capo al naufrago
l'onda s'avvolve e pesa,
l'onda su cui del misero,
alta pur dianzi e tesa,
scorrea la vista a scernere
prode remote invan;


tal su quell'alma il cumulo
delle memorie scese.
Oh quante volte ai posteri

narrar se stesso imprese,
e sull'eterne pagine
cadde la stanca man!


Oh quante volte, al tacito
morir d'un giorno inerte,
chinati i rai fulminei,
le braccia al sen conserte,
stette, e dei dì che furono
l'assalse il sovvenir!


E ripensò le mobili
tende, e i percossi valli,
e il lampo de' manipoli,
e l'onda dei cavalli,
e il concitato imperio
e il celere ubbidir.

Ahi! forse a tanto strazio
cadde lo spirto anelo,
e disperò; ma valida
venne una man dal cielo,
e in più spirabil aere
pietosa il trasportò;


e l'avviò, pei floridi
sentier della speranza,
ai campi eterni, al premio
che i desideri avanza,
dov'è silenzio e tenebre
la gloria che passò.


Bella Immortal! benefica
Fede ai trionfi avvezza!
Scrivi ancor questo, allegrati;
ché più superba altezza
al disonor del Gòlgota
giammai non si chinò.


Tu dalle stanche ceneri
sperdi ogni ria parola:

il Dio che atterra e suscita,
che affanna e che consola,
sulla deserta coltrice
accanto a lui posò.