giovedì 30 settembre 2010

Recco: la più dura, la più bella

Ultimo triathlon olimpico della stagione 2010. Sono particolarmente affezionato a questo posto, per diversi motivi tutti di carattere personale.
Quest’anno purtroppo trasferta in solitaria. Parto con comodo da Roveleto alle 8 del mattino, la mattina è bellissima e fresca: il termometro dell’automobile segna una minima di ben 9° nel tratto di autostrada all’ombra delle montagne sulla A7 Milano-Genova.

Arrivo nella località ligure che mancano pochi minuti alle 10.00, ritiro il pacco gara e scatto la prima foto.

mare di prima mattina e surfista in lontananza

Ok, nella frazione di nuoto ci sarà da ballare un po’ di samba. E’ parere condiviso che da qui alle 12.45 l’onda può solo aumentare. Bene: sarà una nuotata epica.

Mi preparo con una calma che più calma non si può e nel frattempo arriva in loco anche Lucone direttamente da Ferrara.

Nel sistemare la bicicletta rompo inavvertitamente il contachilometri, pazienza. Finiti i preparativi mangio una barretta e mi dirigo verso la spiaggia per fare il bagnetto pre-gara. Adesso il mare è proprio mosso. Esco dall’acqua e vado al briefing pre-gara.

Mancano pochi minuti, entriamo in acqua e via che si parte. I primi 200m sono fantastici: due bracciate e via testa sott’acqua per infilarsi nelle onde che arrivano dal mare e che si infrangono a riva. Una volta al largo, si riesce a nuotare un po’ meglio. Le boe non si vedono, vabbè seguo il mucchio. Dondolo come un galleggiante da pesca in mezzo alle onde e noto con piacere che il mare è non è più sporco e pieno di alghe come in riva.
Esco con circa 10minuti di ritardo rispetto al mio standard, ma non sono ultimo anzi mi sembra di essere proprio in mezzo al gruppone.

Salgo in bici e via che pedalo. Il percorso ormai dovrei conoscerlo. Nel 2009 era un filo più corto, ma oggi le strade sono messe bene quindi giro completo (44km con un dislivello di circa 1000m). Pedalo bene in mezzo a un gruppetto di 4 persone tutte del club Savona triathlon, sono l’intruso… Arrivati a metà della prima salita verso colle Caprile sono davanti, vado via agile, ma i 4 non mi seguono. Scollino e via in discesa fino a Gattorna, vengo ri-sorpassato da i 4 liguri. Nei 5km di pianura successivi mi metto a velocità costante e recupero le posizioni perse in discesa, compresi i savonesi, stavolta è l’ultima e non ci vedremo più. Comincia la salita più impegnativa. Metto il rapporto agile e salgo come un trattorino. Sono in compagnia, neanche a farlo apposta da un triathtleta del PRO PIACENZA, ci diamo cambi regolari. Arrivati in cima, mi dice dai che è finita poi si fionda giù e dopo 5/6 tornanti non l’ho più visto.

Arrivo in zona cambio, stavolta ho le scarpe con gli elastici e DEVO assolutamente essere un fulmine. Vado per infilarmi le calze e, oppala: le trovo fradice poiché vi avevo buttato sopra la muta. Non entrano al primo colpo. Insomma anche stavolta tempo record in T2: 3 minuti abbondanti.

Cerco di correre meglio che posso in salita, ma che fatica. Arrivato a metà sono in stato di pitona “media” e mi passano tutti. Ultimo km e mi godo l’arrivo.

Ed ora è il momento tanto atteso delle troffie al pesto e della focaccia.

Recco: la più dura, la più bella, ma anche la più buona. Ci vediamo l'anno prossimo!

2 commenti:

pol ha detto...

molto molto bene govo, bravissimo una volta di più.

L'anno prossimo se non coincide con l'Elba ci sono anch'io.

La domanda è: Lucone è sopravvissuto?

Bellabigo ha detto...

Bravo Govo, una gara davvero grande! Bravo!