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martedì 16 settembre 2008

Ciao Mr. Gig in the Sky


Era il 17 settembre del 1994 quando insieme a Ferruccio detto "Petru" andai a vedere lo storico gruppo britannico a Modena in quello che è stata la loro ultima data in Italia nonchè la loro ultima tournee. Ricordo una giornata memorabile e vissuta alla "grande". Partiti presto alla mattina, qualche panino nello zaino e sicuramente alcune birre calde e di pessima qualità e tante sigarette. Eravamo riusciti a metterci quasi a ridosso del palco, in un'ottima posizione. Fu uno di quei concerti che non si dimentica nella vita, uno dei grandi eventi.

"...La tanto sospirata reunion dei Pink Floyd non potrà esserci mai. Ieri mattina la famiglia ha annunciato la scomparsa la notte scorsa, nella propria abitazione e «dopo una breve lotta contro il cancro», di Richard Wright, il sessantacinquenne tastierista dell'amatissima, leggendaria band britannica da anni divisa da conflitti di Ego: da una parte, solo e altero, sta Roger Waters autore di tutti gli anni migliori della maturità del gruppo; dall'altra, proprietari del nome, David Gilmour il raffinato, magnifico chitarrista, Nick Mason il batterista e biografo del gruppo, e appunto Richard Wright, personaggio di carattere appartato, pianista un po' soffocato dalle enormi personalità che lo circondavano, ma parte importante in almeno «The Dark Side of the Moon», per il quale scrisse «The Great Gig in the Sky» e «Us and Them»; era assai attivo negli impasti vocali.

Wright era membro fondatore dei Pink Floyd, parte di quel gruppetto che (Barrett a parte) studiava nel 1964 architettura alla London's Regent Street Polytechnic School; con i compagni, aveva partecipato ai progetti Sigma 6 e The Architectural Abdabs nell'anno successivo. Si sa che fu poi il nuovo venuto Syd Barrett a coniare il nome Pink Floyd, ispirandosi ai due numi tutelari Pink Anderson e Floyd Council, e ad imprimere la svolta psichedelica nel giro di un paio d'anni.


Come si vede, il nome di Wright finisce per accompagnare le peripezie della celeberrima formazione. Egli tornò nei Pink dopo che Waters se n'era andato, chiamato come collaboratore dagli altri per «A momentary Lapse of Reason»; e tornò membro effettivo solo per la lavorazione di «The Division Bell»: è noto che non sono questi dischi, dal divorzio di Waters in poi, che continueranno a brillare nella storia della band. Wright è stato pure autore solista, con alcuni album: il primo, "Wet Dream", uscì nel '78, proprio durante i primi screzi con Waters....

Tante azioni legali per il possesso del nome, e odi definitivi, si stemperarono verso l'inizio del secolo con l'incontro casuale dei tre Pink con il bassista, durante una passeggiata sulla spiaggia a Moustique: e nel luglio del 2005, per il Live 8, ci fu quel piccolo, delizioso e indimenticabile cameo dei quattro sulla scena di Hyde Park. In tutti questi ultimi anni, Wright ha continuato ad accompagnare Gilmour nei suoi concerti solisti. Da tempo, i diplomatici del rock erano al lavoro per ricucire la possibilità di una riunione piena dei componenti. Sembrava quasi fatta. Ma ora Wright ha scompigliato lui, con la sua improvvisa partenza, le regole del gioco. ..."

venerdì 11 gennaio 2008

Edmund Hillary - Signor Everest

Edmund Hillary, il primo uomo nella storia a scalare la vetta piu` alta al mondo, l`Everest, e` scomparso oggi (11 gennaio 2008) all`eta` di 88 anni.


Hillary, insieme allo sherpa Tenzing Norgay, il 29 maggio 1953 raggiunge la vetta del monte Everest a quota 8.848 metri dove rimase per 15 minuti che sono entrati nella storia.


Sono quelle cose alle quali non ci si pensa mai, ma quest'uomo era uno degli ultimi pionieri ed esploratori del pianeta rimasti.

mercoledì 24 ottobre 2007

Omaggio a Joe Zawinul

Quasi per caso oggi imparo (con più di un mese di ritardo) che lo scorso 11 settembre si è spento a Vienna all’età di 75 anni Joe Zawinul.

Una perdita notevole per il jazz contemporaneo (il musicista ha realmente cambiato la vita di molti).
Perdita difficile da colmare con la fantasia, l’entusiasmo e la geniale concretezza compositiva che Zawinul ha costantemente perseguito nel corso di questi ultimi quarant’anni.

Nell’estate del 1991 (avevo solo 16 anni) lo vidi con i suoi “Syndacate” nel cortile del Castello Estense.
Fu probabilmente il primo concerto jazz/elettrico (se così vogliamo chiamarlo) che io abbia mai visto. Non ricordo a distanza di 16 anni cosa capii esattamente di quella performance… sicuramente nulla, ma per un adolescente govotones che viveva per la musica in una piccola città della bassa Emilia Romagna, dove concerti così non erano certo all’ordine del giorno, fu una serata da ricordare.

Ci misi un po’ di tempo a riscoprirlo in veste giovanissimo talentuoso pianista nel quintetto di Cannonball Adderley, come acido tastierista e in parte artefice della svolta elettrica di Davis, e infine come leader e cofondatore insieme a Shorter dei Weather Report.


A lui assocerò sempre l’estroso copricapo colorato, le note di Birdland, forse la sua composizione più nota al grande pubblico, e uno su tutti: il solo nel finale di “A Remark You Made”, dove basta un niente per immaginare le dita che volano veloci sopra la tastiera portando con se il pensiero di chi suona e di chi ascolta.