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venerdì 27 agosto 2010

CPH ultime foto

Dopo la smetto, giuro.

Partiamo con la riesumazione del mitico CAS (cordino per arrivo sincronizzato). L'avevo conservato nel cassetto di casa e tenuto per l'occasione. E' lui, the original, e alla fine è servito, grazie Bigo.


Seconda foto scattata alla cena di lunedì nel classico ristorante danese: trattoria "La Vecchia Signora".


Grazie mille ad Ironfede e signora per la squisita compagnia. Spero di incontrarvi presto... no non vengo a Embrun.
E infine Sutki, la gatta siamese con i piedi bianchi (qui non si vedono, ma ci sono) in una delle sue tipiche pose riflessive in giardino. Ci ha fatto sentire un po' a casa nostra.


Fine

domenica 22 agosto 2010

Challenge Copenhagen 2010


Domenica 15 agosto 2010

Ore 4.25 suona la sveglia, fuori è ancora buio e non sembra piovere o almeno non come la sera prima. Chiara si sveglia con me, facciamo colazione poi praticamente ancora in pigiama prendo le mie ultime cose ed esco di casa verso la stazione della metro. Non c’è nessuno (ovvio) e comincia a fare luce, cammino in mezzo alla strada, lo so me la tiro, ma voglio sentirmi un po’ guerriero. Mentre faccio il biglietto in stazione appoggio la borraccia col biberone pre-gara sopra la macchinetta. Salgo sul treno e ovviamente il biberone rimane a terra. Ok, mi fermo alla stazione successiva retro-font a riprendere il biberone e di nuovo in direzione Amager. Questa volta sembra tutto ok, sono comodamente seduto e sorseggio il mio abominevole biberon. Mi si siede a fianco, giuro è vero, l’unica brutta figa della Danimarca. Informo immediatamente il mio compagno di avventure via sms che sta per salire sullo stesso treno. Mi troverà immediatamente, non può sbagliare. Non diciamo niente solo un sorriso d’intesa che poco dopo scoppia in risata.

Scendiamo in Amager Strandpark che manca poco alle 6, e comincia a piovigginare.
Sembra incredibile, ma l’ora a mezza che manca alla partenza passa velocissima e in men che non si dica ci ritroviamo sulla spiaggia con la muta allacciata, la cuffia in testa pronti per partire. Non ho visto Chiara. Per proteggermi dal freddo e dalle meduse mi sono preventivamente spalmato della vaselina su collo, fronte, mani e piedi. Indosso gli occhialini che…ovviamente sono belli unti anche loro, errore da non ripetere in futuro. Comincia il conto alla rovescia, mi giro saluto Pol:”ci vediamo dopo-in bocca al lupo - crepi il lupo”. Sirena e via che mi tuffo.


foto dal ponte (ChiaraN)

Non nuoto bene, non riesco a prendere il ritmo, un po’ di botte qua e là, ok quelle ci stanno però tra che non vedo niente in acqua perché è sporca, il cielo grigio che la rende ancora più nera, gli occhialini unti non è una delle partenze migliori. Prime boe e riesco un po’ a distendere la nuotata. Il percorso rettangolare prevede il passaggio sotto due ponti, ciascuno crea un po’ di ingorgo e relative botte. Per farla breve: tra che non sono mai riuscito a prendere bene il mio ritmo, tra che circa a ¾ di gara mi è venuto un crampo al polpaccio sinistro che mi ha fatto un po’ tribolare, non ho nuotato bene.
Esco dall’acqua guardo il cielo ed è ancora grigio, mi chiamano:”Gioviiiiiii”. Grande Chiara ce l’hai fatta, mi fermo per un bacio volante.

Ok Govo basta con queste fregnacce da finocchio, recupera la sacca e vatti a cambiare!

Entro nella tenda e mi siedo a fianco a una ragazza orientale. Via la muta, via il costume e pipino di fuori: oppala! Mi vesto da ciclista caccio tutto dentro la sacca, recupero la bici e via a pedalare.

Primi 7km agilissimi mentre mi mangio una barretta con calma e bevo dalla borraccia. Percorso iniziale di una decina di chilometri tutto cittadino con curve, ponti etc., molto bello. Sono contento si vede?

foto ufficale gara che non ho ancora acquistato (short arm)

Si pedala sul lungomare verso nord. Dopo una trentina di km si taglia verso l’entroterra ed è tutto un su e giù molto dolce per le campagne: si può fare della velocità. Rientro a Cope e fine dell’anellone da 85km da ripetere due volte con ultimo tratto in pavè. Siamo giustamente sfilacciati e si riesce a mantenere la distanza no draft, avanti ho un uomo con una Specializzed rossa e nera e con una sorta di K-Way allacciato che nei tratti controvento fa una vela mostruosa piuttosto inguardabile.

Il menù di oggi prevede:
panino A: prosciutto e Philadelphia nella tasca destra – seccato al 60esimo km;
panino B: prosciutto e Philadelphia nella tasca sinistra. – seccato al 120esimo.
Il meteo è migliorato, c’è il sole.
Ultimo pezzo in pavè, ci siamo comincio a sentire un gran vociare, è l’ora del secondo cambio. Il chilometraggio è preciso al metro. Scendo dalla bici e schiaccio il lap sull’orologio. Però…che gambina, adesso vediamo se ho fatto troppo l’asino oppure ne ho ancora per correre.

Recupero la mia sacca, solita tenda, solito cambio e solito nudismo a profusione. Esco dalla T2 e schiaccio di nuovo il crono. 7 ore esatte, oi vediamo come va a finire.

La maratona è bellissima, non c’è un metro senza tifo. Poco dopo il primo giro di boa incrocio un missile col body giallo-nero e gli urlo:”POOOOOL”, ci diamo il 5. Maial se va… Lungo il porto ci sono un sacco di navi militari, ci si passa a fianco. Non ci sono i km segnati, ma va bene lo stesso, corro a sensazione e mi levo il cardio perché fa troppa pressione sul petto e mi dà fastidio. Quando sento che sono stanco rallento e cerco di recuperare, quando sento che ne ho allungo appena appena il passo. Prima del secondo giro di boa ci sono un po’ di saliscendi non proprio comodissimi. Circa al ventesimo km Pol mi raggiunge, cerca di incitarmi a proseguire con lui, ma ha un passo troppo “aggressive” (poteva essere diverso?), amico sarà per la prossima volta, ma in questo momento sono in pitona pesa e a momenti non ti riconosco neanche. In mezzo a un casino di gente vedo Chiara che mi viene incontro sono al 28esimo, è al telefono con mio papà, dico “ciao” e poi “ultimo giro, ci vediamo fra un po’”. Ovviamente ora sono carico e la pitona se ne è andata. Mi ripeto più volte: “Govo corri bene”, probabilmente lo dico anche ad alta voce. Arrivo all’ultimo giro di boa e comincio ad allungare. Ultimi 4km mi sento bene, la gamba reagisce. Salto l’ultimo ristoro (scusa coach) ed entro nell’area della finish line.

foto arrivo 1 dalla tribuna (ChiaraN)

C’è un tifo pazzesco, mai visto una cosa simile. Sono carico come una mina. Ultimi 5 metri alzo le braccia al cielo e caccio un urlo liberatorio più forte che riesco.

foto arrivo 2 dalla tribuna (ChiaraN)

Mi danno un asciugamano, vedo Pol con le braccia alzate che mi dice:”prendi la medaglia, prendi la medaglia”. Mi giro verso i volontari e dico “datemi un asciugamano barboni”, “no la medaglia, imbambì, l’asciugamano ce l’hai già”. “Si è vero, datemi la mia medaglia”. E infine un abbraccio d’Amicizia vera e con la A maiuscola che conclude questa bella avventura.

Recuperati armi e bagagli esco dall’area atleti e vedo finalmente, la mia ex… ma si dai, mia moglie e mi sa che ci commoviamo per l’ennesima volta, baci e abbracci a profusione anche qui.
Al rientro verso casa con la metro mi siedo e guardando a terra di fronte a me vedo una bici, una Specializzed rossa e nera. Alzo gli occhi: beh mo è il tipo del K-Way con moglie e figlio al seguito, scenderà dal treno appena una fermata prima di noi. Facciamo immediatamente due chiacchiere e ci lasciamo con la promessa di rivederci nei giorni successivi a cena. Grandissimo!
Alla fine devo ringraziare tutti quelli che nei giorni precedenti mi hanno fatto gli auguri con un sincero "in bocca la lupo" e mi hanno detto di godermi la gara. Si, me la sono divertita tutta tutta dalla prima bracciata all'ultimo passo di corsa: grazie davvero. Questo secondo ironman o triathlon long distance che dir si voglia mi ha insegnato molte cose.
Ah, dimenticavo una considerazione importante: certo è che con tutti questi baci, abbracci etc. è proprio vero che l'ironman è roba da finocchi...e in ultimo aggiungo che mi spiace smentire una mia dichiarazione di alcune settimane fa e che è stata addirittura filmata, ma NO, non è l'ultimo.
Ciaoooooooooooo,
g

martedì 17 agosto 2010

Meno uno


Sabato 14 agosto 2010

Sveglia di buon’ora, colazione a base di dolcetti danesi al cardamomo e caffè. Ci siamo: adesso si tratta solo di aprire la bara contente la bicicletta e rimettere insieme i pezzi nel verso e nell’ordine corretto. Ho tempo fino alle 16 dopodiché ho il bike check in T1.

Dopo circa un’oretta concludo l’operazione. Tutto sembra in ordine. Mi chiedo solo quale sarà il pezzo a staccarsi per primo e dopo quanti km…

A pranzo ci raggiunge Pol: pasta al pomodoro e hamburger. Amico, levati le scarpe che fuori piove: “si, ok ”. A fine pranzo inciampa in un gradino di casa a piede nudo. Vengo accusato di avvelenamento (pranzo) e di aver preparato la trappola per azzopparlo il giorno prima della gara. Sarà così?

Intanto fuori diluvia forte.

Ore 16: non posso più aspettare, prendo la metro e vado alla consegna delle sacche con gli indumenti e della bicicletta.

look 486 sulla linea M2 con portaborraccia multiuso

Arrivato in Amager Strandpark mi si presenta davanti una scena quasi apocalittica. Direi che le foto parlano da sole. Mi danno un telo di plastica per coprire la bici e tanti saluti.



Lego la sacca con gli indumenti bike alla rastrelliera con uno spago giallo…si inzupperà di acqua per tutta la notte. Metto la sacca run su un camion e incrocio le dita con la speranza di ritrovare tutto in ordine in T2.



Torno a casa completamente fradicio: pantaloni, giubbino, scarpe, tutto.
Fortunatamente una serata in piena atmosfera hyggelig riesce a distendermi e a riscaldarmi in vista del giorno dopo. Pioverà, non pioverà? Ci penserò quando sarà ora, tanto ho la barba che mi protegge.

Verso CPH

Venerdì 13 Agosto 2010

Partiti dal loculo di Roveleto(PC) alle 7.15 in pacca ChiaraN ed io raggiungiamo l’aeroporto di Malpensa alle 9:00; sbrigate le procedure di imbarco dei bagagli e soprattutto della bici, mentre cerchiamo l’ingresso al nostro gate incontriamo NIENTEPOPODIMENOCHE Gennaro “Ringhio” Gattuso, che in tuta nera Emirates e Ray Ban a goccia firma autografi a destra e a manca. Il giocatore famoso per la sua tenacia non può che essere di buon auspicio.

Questo giro si vola con Easy Jet. Direi che più o meno siamo allo stesso livello di Raynair; forse il personale di volo (ma non so se sia stato un caso) ci è sembrato un tantino meglio.

Atterrati nella capitale danese, ritirati i bagagli e la bicicletta - confesso che ero preoccupato- pranzo easy in aeroporto con panini al salmone affumicato, che del resto se non è buono qui non è buono da nessuna parte, e varie… sorpresina: du panini e du cocacole TRENTA euri.

Prendiamo la metro per raggiungere casa. Arrivati a destinazione veniamo accolti da Anne e Walter alla grandissima: sono una coppia formidabile e… seconda sorpresa della giornata… Walter è musicista, musicista Gipsy Jazz. Questo è il suo sito.

Rapidamente metto la muta nello zaino e mi dirigo all’Ironman Park per sbrigare il ritiro del pettorale, incontrarmi con Pol e di seguito andare ad Amager Strandpark per fare una nuotatina. Conosco, ed è un piacere, Federico (Ironfede).

Arrivato alla spiaggia socializzo con due ragazzi francesi, facciamo il bagno giusto per sentire se l’acqua è così fredda come si pensa e se ci sono le annunciate meduse. Per queste ultime ho già fatto pratica a Levanzo con qualche punturina qua e là, ma soprattutto mi sono fatto crescere una bella barbazza lunga lunga. E invece no: si sta bene, niente onde e temperatura buona (bella fresca), l'acqua è solo sporca. Uscendo mi taglio benino un alluce con una conchiglia: direi ottimo. E le meduse? Vabbè la barba la tengo lo stesso.

Rientro a Copenhagen e finalmente mi incontro con la ex-morosa per andare al pasta party.
Fatto il pieno di pastazza cotta e cucinata alla straniera, passeggiata per il centro dove, dal momento che alla cena mancavano i dolci, ci prendiamo un mistico “belgium waffeln” con gelato morbido alla panna.

lunedì 21 luglio 2008

Karnten Ironman Austria 2008 - Finisher Party

E con questo ultimo report si conclude la saga dei post dedicati all’Ironman di Klagenfurt 2008

Lunedì 14/07/08

Mi alzo dal letto e a parte un po’ di indolenzimento alle gambe non sento altro. Mi chiedo come mai? Ma ieri non ho fatto l’Ironman? Boh, misteri del triathlon. Di solito il giorno dopo una maratona devo andarmene in giro con la carrozzella, come mai questa volta niente?
Beh adesso niente niente è una parola grossa, diciamo molto meno di quanto mi aspettassi. Ripeto: boh...

Alle 11 arrivano Bigo e Chiara e andiamo per l’ultima volta a gigionare all’Expò.
Con calma poi incontro tutti i “cussini”: Mirco, Lore, Pippo, Paolone e Silivia. Tutti in zona per il ritiro della foto finisher. Con un abile trucco riesco a tagliare buona parte della coda di attesa...il solito Italiano.

Mi consegnano la foto finisher e “disgustorama” ho le gambe secche e ranche e gli occhi chiusi. Vengo insignito dai miei amici come colui immortalato nella foto più brutta delle ultime 10 edizioni della manifestazione.
Passo davanti al bancone dove sono già aperte le iscrizioni all’edizione 2009. Mi impongo e mi trattengo dal non andare a segnarmi per l’anno successivo.
Mah avrò fatto bene? Al momento non so ancora darmi una risposta. Forse no! :-(

In serata è previsto il finisher party con tanto di premiazioni, concerto mangiare e bere tutto rigorosamente “a nano”. Ottimo!

Alle ore 19.00 precise precise inseme a Paolone e Silvia facciamo il nostro trionfale ingresso nel Dome e ci mettiamo in coda per le vivande.

Speravamo in un menù a basa di carne dato il carbo/pasta/pane load fatto nei giorni precedenti alla gara e invece c’è un qualcosa che vorrebbe assomigliare a una Paella… no comment.

Ci sediamo ad un tavolo assieme a un gruppo di sud africani. Il riso è immangiabile Paolone assume il comando e decide che è meglio pasteggiare a dolci. Ok, e dolci siano.
Sotto lo sguardo schifato dei commensali anglo/africani ceniamo con piatti pieni zeppi di profitterols, frittelle con panna montata e frittelle con marmellata di mirtilli il tutto annaffiato con abbondanti bicchieri di birra.

E ancora birra, e poi birra e a seguire birra.

Premiano i primi di ogni categoria, da quelli con la carrozzina al vincitore assoluto al vincitore degli M65 (più di 65 anni). Per ciascuno c’è una standing ovation.

E ancora birra, e poi birra e a seguire birra.

Inspiegabilmente la birra diventa a pagamento, ma a noi la cosa non ci fa paura, e si prosegue.


E ancora birra, e poi birra e a seguire birra.

Comincia il concerto che vede come protagonista uno degli organizzatori della gara.

One, two, three four e si parte con “sweet home Alabama” e via una serie di evergreen a non finire. Tempo 10 minuti e siamo già sotto al palco a ballare e a cantare.

Il resto è parecchio fumoso per cui il racconto finisce qui.



Ciao Klagenfurt alla prossima, non so quando, ma so che ci sarà.

G.





mercoledì 16 luglio 2008

Karnten Ironman Austria 2008 - Foto


Karnten Ironman Austria 2008

Domenica 13 luglio 2008

La sveglia suona alle 4:15. Colazione govostandard: uno yogurt, una banana, pane e un buon caffè abbondante.
Mi vesto e preparo due panini a base di arrosto di vitello e formaggio che mi serviranno per la frazione in bicicletta. Alle 5:45 sono in zona cambio per gonfiare le ruote della bici e sistemare le ultime cose nelle sacche indumenti. Il tempo non sembra male. Arrivano le 6:40 che quasi non me ne accorgo. Questa volta non posso partire come mio solito con la rincorsa a via già dato. Cerco così di avvicinarmi il più possibile alla spiaggia. Prendo posto sul lato destro guardando la boa posta a 1500m dalla costa. Con lo sguardo cerco fra la folla qualche volto conosciuto, ma non riconosco nessuno. Mi giro e sono già tutti in acqua. Entro anch’io e immediatamente BUM viene dato lo sparo di inizio. Aspetto una manciata di secondi, guardo tutti partire: 2800 triathleti che cominciano a nuotare e ad agitare le acque di un lago splendido alle 7 del mattino con il sole basso all’orizzonte in un atmosfera unica non sono uno spettacolo da tutti giorni, e non me lo voglio perdere. Mi ripeto che non c’è fretta di fare fatica perché la giornata sarà lunga. Ancora un respiro, guardo l’orologio immobile sullo 0:00:00, intorno a me non c'è quasi più nessuno, mi dico via, faccio partire il cronometro e comincio a nuotare.
Aver fatto sfilare molti concorrenti mi consente di nuotare lungo e disteso evitando di essere continuamente preso a calci e pugni da chi mi sta di fianco. Prima boa e si gira verso sinistra di 90°, seconda boa e ancora di 90° a sinistra poi diritto verso l’imboccatura del canale per gli ultimi 800m. Questo è molto stretto e il suo ingresso fa effetto imbuto. Qui di botte ne ho prese un bel po’. Il tifo ai bordi del canale è indescrivibile. Esco dall’acqua perfettamente in linea col tempo da me ipotizzato.
Prendo la sacca per il cambio swim-bike entro nella tenda e mi cambio con la mia solita calma.
Esco dalla transition area e salgo in bici, sono circa le 8:20. Mi impongo di fare i primi 10km agile e senza tirare nessun rapporto, quasi come se fossi uno spettatore curioso lungo il percorso. Passato il momento stabilito decido che è ora di incominciare a pedalare seriamente. Il tracciato è bellissimo e il tifo nei paesi attraversati è molto caloroso. Il supporto migliore lo sia ha lungo le salite caratterizzate da una miriade di scritte dedicate a noi atleti sul manto stradale.
In cima al Rupertiberg c’era tanta di quella gente che sembrava di essere a una tappa del giro d’Italia.
Erano tutti assiepati ai lati della strada così da renderla stretta a tal punto che ci si passava al pelo.
Chiasso e tifo assordanti. Un personaggio buffissimo dentro un gazebo con impianto di amplificazione, microfono e giradischi diffondeva musica a tutto volume e incitava a tempo di musica con l’incitamento che diverrà il tormentone della giornata: “SUPPA!!!”.
Personalizzato su di me era:" SUPPA GHEOVANNI"
Arrivo a Klagenfurt per il primo giro di boa e sento tra la folla ai lati della strada qualcuno gridare:”forza Ferrara”. Ispirato da spirito campanilistico mi alzo sui pedali e rilancio verso il secondo giro. Ed ecco che Giove Pluvio si fa vivo con una leggera e fine pioggerellina, dentro di me penso che sia una vera manna in vista della maratona. Ahimè non è così: si scatena un temporale in piena regola, con tuoni lampi e una pioggia con delle gocce d’acqua grandi come dei cappellacci con la zucca. Sul Rupertiberg questa volta non c’è più nessuno, solo il dj con la sua musica a “chiodo” a incitare e qualche scoppiato di fianco a lui a ballare sotto l'acqua. Chiudo i 180km ed entro in zona cambio sotto il diluvio universale, mi metto a ridere da solo al pensiero di quello che mi aspetta, ma dentro di me penso che ho già passato metà gara. Adesso devo solo mettere i piedi uno davanti all'altro verso la finish line, semplice no? Con tutta calma mi cambio e mi preparo per correre la maratona. Esco dalla tenda e piove che Dio la manda. Vabbè…
Non so perché, ma mi sento bene e corro, piano ma corro.
Dopo 6km smette di piovere e “surprise” esce un bel sole limpido e caldo: il nemico estivo del podista. E’ anche vero che non sono mai contento…
Il percorso è un doppio anello a forma di 8 con centro in prossimità del traguardo e estremità fra Klagenfurt e Krupfendorf. Corro facile e al ritmo previsto per i primi 20km poi comincio a sentire il serbatoio un po’ vuoto. Rallento perché ho troppa paura esaurire del tutto le energie e impitonarmi. Voglio godermi al massimo questa bella esperienza.
Ho solo due obiettivi: divertirmi e arrivare alla finish line. Il tempo finale non mi interessa. Mi ripeto che il primo obiettivo finora è stato centrato in pieno e per il secondo mancano meno di 20km, pian pianino li correrò tutti e centrerò anche questo.
Passo al 25esimo chilometro e sento gridare:”Giovanniiiiiiiiii”, Bigo e ChiaraG (ripresa dal colpo della strega) sul percorso a tifarmi. Li saluto e mi commuovo. Continuo a correre e dico loro di andare al traguardo a godersi lo spettacolo, pian piano arriverò anch'io. Da qui in avanti correrò sempre senza mai fermarmi. Al cartello 40km penso che ormai è fatta e non so come e con quali energie riesco ad amunetare leggermente l’andatura. Finalmente entro nell’arena della finish line in mezzo a un tifo incredibile. Un maxischermo posto dietro al traguardo proietta la mia immagine con nome (questa volta giusto) e nazionalità.
Inutile dire che sto piangendo e lacrimando come una fontana.

Arrivo al traguardo e salto per toccare il tabellone che segna 11:23:22.

Mi mettono la medaglia al collo e subito dopo una volontaria mi chiede come mi sento e se ho bisogno di qualcosa. Rispondo urlando a squarciagola:"happy, beer!!!".

Sembra impossibile ma è durato poco, troppo poco.

E adesso? Adesso che ho passato 7 mesi a seguire una tabella per prepararmi ad arrivare, qualcuno mi spiega come tornare? Tornare e svegliarmi dal sogno?

G.

martedì 15 luglio 2008

Sabato 12 luglio 2008

Mi alzo di buon ora e vado di nuovo verso la zona partenza per un'altra nuotata, questa volta sarà veramente breve. Il sole splende e quindi via, si nuota senza muta. Bellissimo. Sul molto ci sono anche i “Pastaroli” (team Pasta Granarolo Bologna), scambiamo due chiacchiere col "Gira".


Solito giro all’Expò dove incontriamo un sacco di amici: Rino, Ame, Mirco con la Simo e Matteo(dentro la Simo), Lore e consorte, Pippo e consorte, e uno degli zzTop(foto).




Nel primo pomeriggio sono impegnato nella consegna della bici e delle sacche degli indumenti.



Sistemo tutto ben benino e vado all’appuntamento con bellabigo e ChiaraG arrivati freschi freschi da Ferrara per darmi supporto. In serata pasta e birra a volontà nell’appartamento di Paolo e Silvia in compagnia degli altri del CUS: Mirco, Lore e Pippo.
Intanto in serata ricevo mille messaggi di in bocca al lupo da amici: GRAZIE A TUTTI!!!

Una brutta notizia purtroppo arriva da bellabigo: ChiaraG colpita dal colpo della strega e immobile a letto con un dolore fortissimo che la immobilizza. La mia tifoseria di supporto per l’indomani è in forse.

Sembra destino: la mia Chiara non è potuta venire qui con me per via di importanti impegni lavorativi, mio fratello nemmeno, i miei genitori anche loro a casa per la convalescenza post operazione alla spalla di mia mamma e adesso anche i miei amici supporter. Mah domani vedremo.

Venerdì 11 luglio 2008

La mattina di buon ora ci rechiamo tutti e tre all’Ironman Village dove posso ritirare il pettorale con relativo pacco gara, istruzioni e magliettina della gara. Mi mettono al polso un braccialetto con il quale potrò avere accesso alla zona cambio nonché alla spiaggia sul lago e ai vari pasta party. Insomma una sorta di passpartù dedicato agli iscritti alla manifestazione.



Sbrigate queste pratiche indossiamo le mute e ci tuffiamo nella bellissima acqua del Worthersee per quella che doveva essere solo una “nuotatina” per vedere un po’ i cambi di direzione e prendere qualche riferimento in vista di domenica. In realtà la nuotata si protrae più del previsto ma l’acqua è verde e calda e nuotare è veramente piacevole.



Dopo il bagno visita all’Expò. Faccio amicizia con un Weimaraner stupendo.


A partire dalle 18 presso l’Ironman Dome inizierà il pasta party, mi incontro con Paolone e Silvia qualche minuto prima e ci mettiamo in coda per entrare, qui avevamo appuntamento anche con Marco “Guazza” col quale passeremo una serata molto piacevole. Cena a base di pasta di discutibile fattura, del resto siamo all’estero ed è noto che qui la pasta piace bella cotta, ma la birra oooi quella si che era buona e tanta.

Giovedì 10 luglio 2008

Partito da Ferrara alle 16:00 circa arrivo nella cittadina austriaca intorno alle ore 20:00, il viaggio è stato tranquillo e privo di intoppi. A Krupfendorf mentre mi aggiro alla ricerca di Kanauf, che sarebbe il residence dove ho prenotato l’alloggio per la mia residenza in carinzia incontro parecchi podisti che a quell’ora corrono agili e sereni lungo quello che sarà uno dei viali del percorso della maratona. E come per magia, “CARRAMBA” che sorpresa, incontro Paolone Ghinelli e consorte Silvia, già in loco da domenica scorsa. Saluto e subito ci accordiamo per una spaghettata nel loro appartamento “Oswald” che scoprirò essere a poche centinaia di metri dal mio.
Da Kanauf Apartments prendo alloggio, l'appartamento è un po’ essenziale ma molto confortevole, c’è tutto quello che mi serve. Doccia e poi via a cena dagli amici. Serata molto piacevole, pasta, insalata e dolci burrosissimi in grande quantita. La birra non è mancata, anzi…