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giovedì 7 aprile 2011

A Praticchia almeno tre volte in una vita

A Milano si dice "bigiare", a Roma "fare sega", a Ferrara "fuoco" o più in generale: marinare! Una volta lo si faceva a scuola (ehm ehm...), e oggi? Eh lo si fa anche oggi certo, perché perdere queste sane abitudini? Presto detto, presto fatto. 
Martedì 5 aprile, data concordata in occasione della Ferrara Halfmarathon con Desert King e IronPol siamo andati a farci una bella sbiciclata in Val Tidone

Sul punto di ritrovo prestabilito non ci si può sbagliare: ecco qua.

il classico punto di ritrovo dei triathleti - (foto by ironPol)
Facciamo base a Borgonovo Val Tidone, parcheggiamo in piazza e in men che non si dica inforchiamo le bici dirigendole verso Nibbiano

preparativi in piazza a Borgonovo - (foto by ironPol)

Il tragitto nei primi quindici chilometri è in leggera salita, ma siamo carichi e procediamo a ritmo sostenuto. Arrivati alla diga del Molato ci immettiamo sul percorso del triathlon 70.3 di Nibbiano in programma il prossimo 12 giugno: qui tutte le informazioni.


trallallero trallalà a Nibbiano a pedalà - (foto by govo)
Lasciato il lago alla nostra sinistra raggiungiamo Romagnese, la strada è in salita ma si riesce a pedalare bene. A questo punto comincia il tratto più impegnativo del percorso: si sale fino a Praticchia e bisogna spingere sui pedali. 

Il paesaggio è bellissimo, sembra di essere fuori dal mondo e lontano anni luce dalla civiltà. Il mio commento a caldo in cima alla salita è stato: "e chi l'avrebbe mai detto che in vita mia sarei finito a Praticchia?". Al che nelle retrovie qualcuno ha ribattuto con: "IL BELLO E' CHE CI DEVO TORNARE ALMENO ALTRE DUE VOLTE  ....".

Udio udio a momenti muoio dal ridere.

Scattiamo un paio di foto ricordo a turno:
 turno #1: King of Praticchia - (foto by govo)
turno #2 Praticchia's laps counters - (foto by Desert)
Scolliniamo ed è tutta discesa fino a Nibbiano a chiudere l'anello del giro gara che sarà da percorrere due volte il prossimo 12 giugno.

Arrivati Borgonovo una birretta fresca non ce la leva nessuno. Un sentito grazie per la compagnia e il bel pomeriggio ai miei amici.

Un'ultima foto di rito è doverosa e dedicata a chi invece di bigiare come noi, spinto da forte senso del dovere e responsabilità ha contribuito alla crescita del paese e dell'economia italiana.




In Val Tidone martedì 5 aprile non abbiamo fatto prigionieri!

venerdì 25 febbraio 2011

Uomo

Ma quanto tempo è passato dall'ultimo aggiornamento del blog? Troppo!

Sono successe tantissime cose: il nuovo coach e i relativi nuovi allenamenti, la casa da acquistare che non è stata acquistata anche se ci sono nuovi sviluppi, l'Iran (tanto per cambiare), il Vietnam, Singapore (aaah Singapore), il basso elettrico, il solito invecchiamento del 30 gennaio e infine persino l'anniversario del matrigovo (che è oggi).

Sportivamente parlando mi sono fissato un ricco calendario di gare di triathlon da qui a metà settembre che spero di rispettare il più possibile. Tutte queste gare sono più o meno accomunate dalle stesse caratteristiche: la presenza dei miei amici, il pasta party, il paesaggio... insomma un agonista nato!

Ho anche ripreso ad allenarmi alla mattina presto. Mosso dalle parole di Aldo Rock che ti sussurra: "UOMO, la mattina ti svegli all'ora della tigre esci con qualunque tempo, e corri tra le luci delle case che si accendono, il sole che sorge e la città che si sveglia. Uomo la fatica fisica appago lo spirito ed avvicina alla saggezza. Vai UOMO!".


E vabbè allora via che mi alzo presto, sostituisco UOMO con GOVO e alè che parto.
La città non è città, ma un paesello della pianura padana. Vedo un sacco di persone a spasso col cane con tanto di pigiamone sotto al piumino, ciabattone col pelo... etc.. Il sole sorge e questo è vero, a volte si vede bene e a volte resta fra le nebbie. Insomma alla fine non è male dai.

Un unico appunto: "UOMO, all'ora della tigre A GHE' FRED!!!".


giovedì 24 giugno 2010

Adoro i pazzi invasati con body da tri, in posizione sulla TT

.

<<...Valorizzare e promuovere lo sport significa stare meglio (fisicamente e moralmente) con noi stessi e con gli altri, contribuire a creare un’identità equilibrata, considerare pertanto l’attività sportiva come strumento di benessere volto a migliorare la qualità della vita personale, collettiva e sociale.

Lo sport è un diritto per tutti i cittadini, poiché conserva, anche nelle espressioni agonistiche più alte, il carattere di confronto leale e gioioso, di incontro e rapporto amichevole; la vittoria e la sconfitta fanno parte della vita di tutti noi e quindi bisogna saper vincere senza arroganza e perdere senza risentimento e rancori; più che mai in questi tempi lo sport deve cooperare efficacemente ad affermare una cultura di pace, con l’avvicinamento tra popoli e col dialogo tra nazioni.

Carta del Fair Play:

  1. Fare di ogni incontro sportivo, indipendentemente dalla posta e dalla virilità della competizione, un momento privilegiato, una specie di festa;
  2. Conformarmi alle regole e allo spirito dello sport praticato;
  3. Rispettare i miei avversari come me stesso;
  4. Accettare le decisioni degli arbitri o dei giudici sportivi, sapendo che, come me, hanno diritto all’errore, ma fanno tutto il possibile per non commetterlo;
  5. Evitare le cattiverie e le aggressioni nei miei atti, le mie parole o i miei scritti;
  6. Non usare artifici o inganni per ottenere il successo;
  7. Rimanere degno nella vittoria, così come nella sconfitta;
  8. Aiutare chiunque con la mia presenza, la mia esperienza e la mia comprensione;
  9. Portare aiuto a ogni sportivo ferito o la cui vita sia in pericolo;
  10. Essere un vero ambasciatore dello sport, aiutando e far rispettare intorno a me i principi suddetti....>>

E tu "BORGY BOY", non solo ti accodi...

giovedì 1 aprile 2010

Appello per un calzino destro e un Alka-Seltzer


Sentivo io qualcosa di strano ieri negli ultimi chilometri... levo le scarpine e tacchete: eccolo lì che spunta il ditone.
Ora, ringraziando il Tidon Valley master per l'invito a cena in occasione del compleanno dei Silva bros, faccio un appello per un paio di calzini uguali, senza buco coi quali si corre bene.

Ed ora ecco i dettagli della cena.
Location: Osteria dell'Olza. Ad accoglierci un pastore del bernese, Berto, che se qualche anno fa era un cucciolotto adesso è un bel "mamino" da 60kg, che in occasione delle serate di gala porta il papillon. L'osteria dove una volta ti sedevi a un tavolo di legno con tovaglietta di carta, un tagliere di salumi e una tarrina di pisarei, si è trasformata in un posto molto chiccoso, forse troppo. Tovaglia ricamata, piatti e bicchieri di lusso, carta dei vini (e vabbè), carta delle acque e piatti che mantengono la loro tipicità e qualità, ma vengono presentati in pompa magna. Diciamo che dopo uno specifico di corsa non sono proprio inappetente quindi:

- tartina con mousse definita "uovo finto";
- salumi tipici e pane;
- secondo in condivisione a base di: tagliata al balsamico e super fiorentina da 1,5kg;
- misto di dolci: torta al cioccolato, agli amaretti, yogurt con kiwi, panna cotta, sorbetto al limone, torta di frutta e croccantino;
- acqua (non ricordo la marca, e francamente...);
- gutturnio cantina Luretta;
- caffè;
BLURP!

Qualità ottima e prezzo onesto.

Oggi dovrei andare in collina a sbiciclare, qualcuno ha un alka-seltzer?

venerdì 19 febbraio 2010

Medusa film presenta

Neanche a farlo apposta anche ieri sera in piscina dopo un "millino" tra riscaldamento e un po' di 50m misti (e sto anche imparando il delfino vamolà) una bella serie di esercizi di tecnica, dopo l'otaria ecco il turno della "MEDUSA". Scivolamento, esercizi per le braccia, le gambe.

E infine un ultimo commento di alta attualità: "ma quanto è cicciona la Clerici?". Dove sono finite le vallette di una volta?

ps
ma oggi è il mio ultimo venerdì da scapolo?

martedì 9 febbraio 2010

Il nuoto è bello perchè è vario


Dopo un week end tra corsette sotto la pioggia e sbiciclate al sole (meglio così' che il contrario), continua la saga degli strani allenamenti in vasca. Ed è così che ieri sera a fine seduta mi viene lanciato in acqua un pallone "super tele" che oltre a scatenare in me vivi ricordi di gioventù mi ha fatto sentire un po' otaria nell'acqua parco di Gardaland Già sfoggio la mia super cuffia arancione con tanto di pinna sulla nuca che è uno spettacolo, aggiungiamo la palla e il quadretto è completo. L'esercizio consiste nel cercare di tenere a braccia tese il pallone sopra la testa, nuotando a dorso e spingendo bene con addominali e gambe senza affondare con le spalle e la testa. Scopo dell'esercizio? Abbassare il livello d'acqua della piscina di almeno un paio di cm, ingerendone il più possibile. Obiettivo raggiunto!

lunedì 12 gennaio 2009

Il tempo passa ma la Fenice rinasce sempre

Recuperate le foto e anche qualche sample musicale dal buon Raf e dal sempreverde Phil, è arrivato finalmente il momento di riportare quanto avvenuto sabato 3 gennaio presso l’ormai collaudata sala prove.


Dopo la serata all’ARCI Garibaldi in occasione del battesimo di Poltro con la sua Soul Mission Band, Filoteno butta il suo sassolino nelle acque di uno stagno ferme ormai da quasi 8 anni, giusto per agitarle un pochino. E infatti questi manda a tutti una bella e-mail dall’oggetto “…..” nella quale ci chiama tutti all’appello per un brindisi di inizio anno, ma anche per vedere se la macchina da musica (un tempo era una Ford Torino) va ancora in moto.

Arrivo in quel di Pescara, mi accoglie il padrone di casa Filoteno circondato da gatti e cani (Heidi un cucciolo di maremmano s.p.e.t.t.a.c.o.l.a.r.e.) assieme a lui il sempreverde Phil, adesso leggermente semprebianco per via della chioma alla George Clooney (altra cosa che accomuna i due è la passione per il Martini piuttosto che il Nespresso, ma questo è un altro discorso).


Fin qui tutto normale, poi cominciano ad arrivare uno in fila all’altro coloro che tempo addietro erano dei musicisti bohemi e scapestrati quanto basta con macchine rispettabili, mogli e bambini al seguito.
“Simo, ma quanti anni ha adesso tua figila?”;
“Quale delle due?”
“Come due?”
“Si adesso ho 2 femmine e un maschio!”
“….”

Arriva il diabolico Zanga direttamente da Montebelluna, eh si per l’occasione voleva cambiare batteria, ma il colore non gli garbava e allora l’ha lasciata nel trevigiano.



Lupo convive, Serz è spostato (????????), vive a Ravenna e a breve sarà papà (in bocca al lupo).
Insomma tra un brindisi e un altro siamo ancora capaci di piazzare un Mustang Sally come si deve, I feel good e September girano ancora (siamo salvi), e Down to the Nightclub? No quella no, però non è da tutti...


Qualche spippolata acid-jazz dove sfoggio un po' di scale "besughe"... grazie grazie!



Vedrete adesso su Blue Miles cosa vi piazzo...

Altro segno del tempo che passa: quella che un tempo era la pausa paglia ora è diventata la pausa prostata… troppo ridere!

Comunque è ufficiale, la Fenice sta risorgendo dalle sue ceneri e sembra che la volontà ci sia tutta, ma ancora non svelo niente per scaramanzia.




Ciao mitici, vi voglio bene!

mercoledì 3 dicembre 2008

Il blog fa la muffa...


Come giustamente mi fanno notare il blog fa la muffa e quindi ecco un breve aggiornamento.
Sono guarito e da ieri sera sono tornato in trip corsa/bici/nuoto (sai che fantasia)...
Una bella corsetta con il gruppo dei podisti del Tre Mori Running.
Chissà quanto e se dura, boh speriamo.

Intanto piazzo una bella foto della serie "l'angolo dei ricordi":


govotones #77 - in alto a destra

Correva l'anno 2003, torneo triangolare a Cavalese (TN) per un grandioso week end tutto a base di hockey, bastonate, birra e salsiccia. Se non ricordo male siamo stati eliminati al primo turno o forse ne abbiamo vinta una (mah dubito). Non importa ci siamo divertiti un casino. E' stata l'ultima volta che ho indossato casco e pettorina.

venerdì 14 novembre 2008

Sala prove - Filoteno

Vorrei segnalare la sala prove realizzata con sapienza e sacrificio da Filoteno.


Per maggiori dettagli e/o informazioni trovate tutto qui.
Sicuramente vi posso garantire serietà e disponibilità.

Con Filo di note se ne sono suonate tante in passato (do you remember ZBRA-3 period?), e chissà se in fututo poi ci si rincontra?

mercoledì 5 novembre 2008

Per un sacco di patate, Come un sacco di patate

Ieri sera dopo una "piacevole" sgambata sotto l'acqua (ma tanta eh) lungo la pista ciclabile per Francolino (ah le scarpe mi piacciono), arrivo a casa e mi viene la "bella" idea di portare in garage un sacco di patate da 20kg che avevo nel baule della mia auto.


Entro in casa e comincio a scendere i primi gradini che portano verso il basso, anzi come dicono nel piacentino "giu da basso" (mah...), quand'ecco che al terzo gradino perdo totalmente aderenza e... volo letteralmente in aria. Immaginate una qualsiasi scena di un film con Paolo Villaggio, o con Renato Pozzetto: ecco, identica! Atterro sui gradini di marmo di schiena con relativo sacco di patate a fianco, facendo un botto enorme tant'è che in men che non si dica sono circondato da morosa e vicini di casa totalmente terrorizzati che mi chiedono come sto.

L'immagine offerta al pubblico doveva essere più o meno simile a questa:

Un male, ma un male che non vi dico.

venerdì 19 settembre 2008

I sette principi del Bushido


義, Gi: Onestà e Giustizia
Sii scrupolosamente onesto nei rapporti con gli altri, credi nella giustizia che proviene non dalle altre persone ma da te stesso. Il vero Samurai non ha incertezze sulla questione dell'onestà e della giustizia. Vi è solo ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.

勇, Yu: Eroico Coraggio
Elevati al di sopra delle masse che hanno paura di agire, nascondersi come una tartaruga nel guscio non è vivere. Un Samurai deve possedere un eroico coraggio, ciò è assolutamente rischioso e pericoloso, ciò significa vivere in modo completo, pieno, meraviglioso. L'eroico coraggio non è cieco ma intelligente e forte.

仁, Jin: Compassione
L'intenso addestramento rende il samurai svelto e forte. È diverso dagli altri, egli acquisisce un potere che deve essere utilizzato per il bene comune. Possiede compassione, coglie ogni opportunità di essere d'aiuto ai propri simili e se l'opportunità non si presenta egli fa di tutto per trovarne una.

礼, Rei: Gentile Cortesia
I Samurai non hanno motivi per comportarsi in maniera crudele, non hanno bisogno di mostrare la propria forza. Un Samurai è gentile anche con i nemici. Senza tale dimostrazione di rispetto esteriore un uomo è poco più di un animale. Il Samurai è rispettato non solo per la sua forza in battaglia ma anche per come interagisce con gli altri uomini.

誠, Makoto o 信, Shin: Completa Sincerità
Quando un Samurai esprime l'intenzione di compiere un'azione, questa è praticamente già compiuta, nulla gli impedirà di portare a termine l'intenzione espressa. Egli non ha bisogno né di "dare la parola" né di promettere. Parlare e agire sono la medesima cosa.

名誉, Meiyo: Onore
Vi è un solo giudice dell'onore del Samurai: lui stesso. Le decisioni che prendi e le azioni che ne conseguono sono un riflesso di ciò che sei in realtà. Non puoi nasconderti da te stesso.

忠義, Chugi: Dovere e Lealtà
Per il Samurai compiere un'azione o esprimere qualcosa equivale a diventarne proprietario. Egli ne assume la piena responsabilità, anche per ciò che ne consegue. Il Samurai è immensamente leale verso coloro di cui si prende cura. Egli resta fieramente fedele a coloro di cui è responsabile.

mercoledì 10 settembre 2008

Curiosi


Per i più curiosi e, aggiungo io, anche "perniciosi", che continuano a chiedermi:
"ma lunedì pomeriggio dov'eri, perchè non c'eri, come mai fino a Torino etc.".

Sappiate che "NO", non sono andato a fare un colloquio alla FIAT (eh magari), diciamo che un indizio (facile facile) sul motivo del mio pomeriggio piacevolmente trascorso nel "salotto d'Italia" potete trovarlo qui.


martedì 9 settembre 2008

Torino: che gente e che città

Ieri pomeriggio (08/09/2008) ero a Torino per motivi che magari racconterò in seguito.

Nel tardo pomeriggio con un velocissimo giro di telefonate mi incontro nientepopòdimenoche con DESE.

Adesso non occorre che stia a dire le solite cose tipo: amico di vecchia data, compagno di mille avventure ecc.
Dese, è Dese (punto).
Salgo sulla sua Fiat Bravo nuova fiammante a pomeriggio ormai finito, e ci dirigiamo verso il centro del capoluogo piemontese.

Però, penso tra me e me: che bella città, che bei viali alberati, che ordine, che poco traffico. Come mai? Mi aspettavo tutt’altro e invece…


Breve passeggiata per le principali piazze del centro storico e infine ci sediamo nel più lussuoso caffè di piazza San Carlo per un aperitivo. Arrivano le nove di sera che nemmeno ce ne accorgiamo, peccato devo rientrare alla base.


Grazie Enrico, ciao alla prossima.
g.

martedì 2 settembre 2008

Festa dell'Anatra

Ricomincia da ieri sera la mia personale tournee alle sagre della provincia di Piacenza.
Primo appuntamento ieri alla festa dell'anatra a Rezzano.
Umidità da vendere e classica orchestra di liscio zum pa pa zum pa pa.
Piatto tipico i "magoncini al sugo con polenta", ottimi.
Stamane di buon ora corsetta per smaltire quanto assimilato.

giovedì 28 agosto 2008

Il Kebab di Alì


Se vi piace il Kebab e passate a Piacenza non potete non fermarvi da: "Alì Babà" in Via Roma.
Il posto è di quellil che lascia il segno, nel senso che i vestiti dopo sono da buttare via. Io li ho incendiati sul pianerottolo prima di rientrare in casa, ma vi assicuro che un Kebab così non lo mangiate dappertutto.

Ovviamente nel piccolo e caratteristico "localino" non vengono serviti alcolici, ma una "Cochina" bella fresca è quello che ci vuole per mandare giù l'infernale panino turco.

Le opzioni sono:
  • "con picanto";
  • "senza con picanto";
  • "tutto".

Ovviamente se la cosa si fa la si fa fino in fondo e quindi mi sento di consigliare, se vi piacciono le emozioni forti, la versione "tutto". Consiglio anche di munirvi di un buon pacchetto di gomme da masticare per il giorno dopo...

Chissà perchè questa notte e questa mattiba il gatto Gigio mi è stato accuratamente alla larga... mah...?
Ecco un po' di informazioni in più:

Il kebab (chiamato anche “kabab”, “kebap”, “shawerma” o “ghiros”) e' un piatto tipico a base di carne arrostita di molti Paesi del Nord Africa e del Medio Oriente.
Il nome deriva dal caratteristico metodo di cottura, che avviene attraverso un gigantesco spiedo verticale (“Döner kebap”, kebap che gira). Piu' precisamente, la carne (che puo' essere di montone, agnello, manzo, vitello, pollo, tacchino, maiale o una combinazione di tutte queste) viene prima tagliata a fettine, sagomata, e marinata o condita con una mistura di erbe e spezie che variano a seconda del paese; poi viene infilata nello spiedo verticale fino a formare un grosso cilindro, sulla cui sommita' vengono infine infilzate parti grasse che, sciogliendosi con il calore, scivolano sulla carne, conferendogli un gusto particolarmente saporito ed evitandogli un’asciugatura ed un indurimento eccessivo. Lo spiedo viene messo a ruotare vicino ad una fonte di calore: anticamente, era fornita dalla brace sistemata in apposite griglie situate verticalmente intorno allo spiedo stesso, ma attualmente e' procurata da appositi macchinari che utilizzano una fiamma alimentata a gas o resistenze elettriche. Man mano che la parte esterna del cilindro si cuoce, manualmente con un coltello la carne viene tagliata, permettendo cosi' una cottura lentissima e progressiva verso l’interno del cilindro stesso via via che viene affettata.

La carne viene servita in un panino (tradizionalmente il pane arabo, ma in alcuni casi si adotta anche la piadina o ad esempio, in Francia, la classica “baguette”) e accompagnata da verdure varie (dal classico e semplice accostamento di insalata e pomodori, a quello sfizioso con cipolle o melanzane e peperoni grigliati) e gustosissime salse (come ad esempio la piccante ”harissa”, a base di peperoncino rosso fresco, aglio e olio d’oliva e quella a base di yogurt, prezzemolo e sesamo).

giovedì 21 agosto 2008

La Copa de la Vida

Non raccontare proprio niente niente di ritorno dalle vacanze mi sembra un po' eccessivo e quindi visto che un argomento degno di nota ci sarebbe... eccolo.

Lunedì 11/08/08

Chiara ed io di prima mattina ci svegliamo e decidiamo di andarcene in gita sull'isola di Marettimo. Passeggiata in paese, piccolo e carino, poi lunga camminata sotto il sole verso una spiagetta dove faremo innumerevoli bagni e rientro in paese per il pranzo.

Ristorante "Il Pirata", pranzo così composto:
  • spaghetti con ricciola, fave, pomodorini e finocchietto;
  • pesce spada alla griglia;
  • insalata verde con cipolla tropea (per gli esterofili with Tropea onion);
  • acqua&vinello;
  • cannolo siciliano;
  • caffè.

Parecchio provati dal pranzo rientriamo a Levanzo con l'aliscafo delle 16:45 e ci fermiamo al bar di Romano per una granita (gusto gelsi) rinfrescante. Accanto a noi due splendidi personaggi auctoctoni sono intenti nello scrivere dei nueri su dei fogli di carta. Mi giro verso di loro e chiedo:"scusate, ma c'è una corsa?", rispondono gentilmente:"si, se vuoi partecipare basta che scrivi il tuo nome su quel foglio", e mi indica una bacheca sul muro della casa di fronte. Ottimo!

Alle ore 19.00 sono in scarpette, canotta e pantaloncini pronto alla partenza. Domando a un concorrente di fianco a me:" scusa ma quanto è lunga?", risponde:"su per giù 3km, si sale fino in cima a quella montagnetta e poi si scende".

Pronti partenza via.

Poi è successa una cosa che credo non si ripeterà mai più in tutta la mia vita.

Volete sapere cosa?

Ecco:

giovedì 24 luglio 2008

Cosa si nasconde dietro un amaro centenario?

Ieri sera alla sagra dello spiedino a Carmiano (PC) in buona compagnia del tennisman Davide e Antonello “the young” tra uno spiedino e un gutturnio, un gutturnio e una torta fritta, una patatina fritta e un guttrnio ce la siamo proprio passata. Gran finale con tanto di balli sotto al palco e fuochi di artificio che concludevano in grande stile la sagra paesana. Per aiutare la digestione abbiamo chiuso con un giro di amari nel bar del paese (no comment): “per me un Unicum, grazie!”.


L' Unicum è un amaro ungherese a base di piante medicinali, che si consuma come aperitivo o digestivo. Fu inventato nel 1790 da József Zwack ed è un marchio della multinazionale Diageo.
La leggenda vuole che la bevanda fu originariamente presentata da József Zwack all'imperatore Giuseppe II d'Austria, (figlio di Maria Teresa d'Asburgo), che dichiarò Das IST ein Unikum! (questo è unico!).

Questa notte ho sognato niente popò di meno che : “l’incredibile Hulk”.
Ma non quello di adesso fatto al computer, quello originale interpretato da Lou Ferrigno.
Per essere precisi precisi io non lo vedevo proprio di persona, ma sapevo che era lui, sono sicuro.
Era fuori dalla porta di casa, sul pianerottolo delle scale che faceva il suo verso mitico: ”uuurrrrrr urrrrrrr!!!”,

e io dall’altra parte della porta:” via via, vai via...”.

martedì 8 luglio 2008

Senza 'arloi (orologio)!!!

BENEBENEBENE, adesso tutte e due le gambe sono perfettamente uguali e senza peli.
Stasera laverò la "spicciola" (bicicletta), e così continuerò la spunta dei buoni propositi.

Ieri sera ho riscoperto un piacere che non provavo più che da tempo, troppo tempo.

Sono uscito per una corsetta (scarico) senza l'orologio al polso. Niente cardio, niente minuti, niente secondi e niente chilometri.

E così ieri alle 20.00 circa con il mio fido IPod (IGov nel mio caso) parto per il giro di corsa classico, detto "giro di Baselica", sull'anello che unisce Fiorenzuola alla frazione Baselicaduce che misura esattamente 10,5km con partenza e arrivo dal cancello di casa mia.
Corsa libera, sciolta come dice il buon Bigo: "a sentiments".
Credo che in futuro questa pratica del correre senza orologio la ripeterò più spesso, molto spesso.
Al ritorno mi sentivo molto MOLTO più in forma che alla partenza. Magnifico!!!

lunedì 7 luglio 2008

Buoni propositi 2

Partito malissimo...

Ahimè la mousse depilatora Vett è bastata appena appena per una gamba, ecco perchè un tubone di crema costava €6 e la bombolettina €3, ce ne volevano due.
Stasera comprerò il tubone e mi rimetterò con santa pazienza a operare (dumarun).
Quindi se vi state chiedendo se ho una gamba pelosa e l'altra no, la risposta e:
"ASSOLUTAMENTE SI, PORCAVACCA!!!".

L'altro fra i buoni propositi era quello di lavare/lustrare/lucidare la bici ma se continua così non arriverò mai in orario per la partenza.


giovedì 3 luglio 2008

Start Number: 654

Sono stati pubblicati sul sito http://www.ironmanaustria.com/ i numeri di pettorale...
Eh no, non è uno scherzo, il tempo stringe!