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mercoledì 24 agosto 2011

mondoviaterra

Non è il solito viaggio in bici, a piedi, in torpedone etc., ma un libro (tra l'altro scritto molto bene) che parla soprattutto di sogni e libertà.


Basta, basta ho detto fin troppo: leggetelo!

martedì 8 dicembre 2009

Il passato è una terra straniera - G. Carofiglio

E' il primo romanzo dello scrittore e magistrato barese che leggo al di fuori dei casi dell'avvocato Guerrieri. Ambientato alla fine degli anni 80 questo libro si legge veramente tutto di un fiato e una pagina tira l'altra. Lo scorso inverno ne è stato tratto un film dal titolo omonimo che però a vederne il trailer su youtube non mi ispira granchè, anzi...

Ho trovato la storia molto carina e abbastanza originale, ad eccezione del finale che si intuisce sin dalle prime pagine.

Se proprio devo fare una precisazione all'abile scrittore vorrei far notare che per ben due volte (in Spagna e in sogno) i protagonisti si trovano in acqua e nuotano, ma non si dice nè come (stile, dorso, rana, delfino), nè la distanza coperta e nè quanto girano sui 100m.

Per il resto è bello.

<<...Giorgio ha ventidue anni, famiglia di intellettuali borghesi, studente modello, vita normale e un po' noiosa. Senza crepe, in apparenza. Francesco è torbido, misterioso e affascinante. E prestigiatore. E baro. Le loro vite viaggiano separate fino all'incontro che segnerà il destino di entrambi. I due diventano amici e passano da una partita di carte truccata all'altra, da un misfatto all'altro, da un'avventura all'altra in un vortice che è insieme ubriacante avventura picaresca e inarrestabile discesa agli inferi. In parallelo corre il racconto di un'indagine condotta da un tenente dei carabinieri su una serie di misteriose violenze. Una storia struggente sull'amicizia e il tradimento. Un'avventura picaresca in una Bari segreta e allucinata...>>.

Mi perdoni Carofiglio per l'appunto, ma altrimenti questo post il mio abituale pubblico non se lo fila neanche di striscio.

mercoledì 22 ottobre 2008

Il Deserto dei Tartari - Dino Buzzati

Questo libro mi è stato gentilmente prestato da Stefano, che durante una chiacchierata davanti alla macchinetta del caffè ha fatto riferimento alla "Fortezza Bastiani", ma non trovando una mia pronta risposta mi ha chiesto "ma come non hai letto Il deserto dei Tartari?".
E così la mattina seguente sulla mia scrivania c'era il romanzo di Dino Buzzati.
Il libro è davvero bellissimo e sale immediatamente in vetta alla mia classifica personale, diciamo almeno sul podio. La scrittura magistrale dell'autore bellunese porta inspiegabilmente il lettore a divorare una pagina dopo l'altra, quasi non accorgendosi del tempo che passa... esattamente come accade al protagonista del racconto.

Aggiungo solo il commento (che è assolutamente perfetto) di una mia amica:
"forse questo libro piace a tutti, perchè tutti un po' si rivedono in questo libro".

La trama:

Giovanni Drogo, che arriva alla Fortezza convinto di ripartirne subito, si trova avvinto, immediatamente, dalla sua malia: è sicuro di sé, sa di avere tutta la vita davanti, di poterne disporre a suo piacimento, aspettando la grande occasione. Avverte subito, tuttavia, una contraddizione ragione/cuore: la prima gli fa desiderare di andar via, convincendolo che nulla di buono verrà da quel confine, il secondo continuerà a presentire, fino alla fine, «cose fatali». Così Giovanni si adatta alla vita della Fortezza, consegnando nelle mani della Disciplina militare, sempre uguale, sempre regolare, la propria esistenza. Trascorreranno quindici anni prima che egli inizi a rendersi conto che il tempo è fuggito, prima che riesca ad individuare, a ritroso, perfino l'attimo esatto in cui la giovinezza gli è sfuggita di mano: «la prima sera che fece le scale a un gradino per volta».
Da quel momento tutto diviene troppo veloce, per giungere alla fine di tutto, all'amara constatazione che la vita stessa sia stata «una specie di scherzo»: mentre, infatti, i tartari, tanto attesi, attaccano davvero, Giovanni Drogo, minato da una grave malattia, è costretto a lasciare la Fortezza per andare a morire, da solo, in un'anonima stanza di locanda, in città. Ma non è nella disperazione che muore : superata, infatti, la rabbia, la delusione, la tentazione di rinnegare tutta la sua vita, egli si convincerà che la Missione Suprema è proprio quella che sta affrontando: la morte «esiliato fra ignota gente», solo ed abbandonato.

giovedì 11 settembre 2008

Giro di Vento di Andrea De Carlo


E' il primo romanzo di Andrea De Carlo che leggo e personalmente l'ho trovato molto ben scritto e di rapida lettura. A tratti reale e a tratti grottesco il racconto descrive due realtà molto diverse che si trovano a dover convivere forzatamente per un week end e finiscono inevitabilmente a confrontarsi e a sostenere l'uno contro l'altro i propri stili di vita, le proprie idee e i proprio principi.

La trama:
Due uomini e due donne, professionisti di successo e amici di vecchia data, partono da Milano un venerdì pomeriggio insieme a un agente immobiliare, per visitare in Italia centrale alcune case di campagna che vogliono comprare e ristrutturare. Ma quando sono quasi arrivati a destinazione si perdono in una zona isolata di colline boscose, e la macchina su cui viaggiano finisce in un fosso. A peggiorare le cose, i loro telefoni cellulari non hanno copertura, sta calando la notte e comincia a piovere. Dopo avere vagato al buio con crescente angoscia, i cinque scorgono le luci di una casa abitata. Qui vengono accolti e rifocillati, ma i loro ospiti sono i superstiti di una comunità autosufficiente che ha tagliato ogni legame con il mondo. Poi gli amici fanno una seconda scoperta sconcertante: la casa in cui si trovano fa parte del nucleo rustico che volevano comprare, e che è stato occupato abusivamente dagli attuali abitanti. Il conflitto che nasce inevitabilmente tra i due gruppi si accentua il giorno dopo, quando una serie di incidenti impedisce ai cittadini di andarsene. La breve convivenza forzata di persone tanto diverse ha l’effetto di incrinare legami, demolire sicurezze, mettere in discussione ogni scelta e convinzione personale, in un crescendo di tensione a cui nessuno riesce più a sottrarsi. Di capitolo in capitolo il punto di vista si sposta quasi impercettibilmente da uno all’altro dei cinque protagonisti, in un’alternanza di registri ironici e drammatici che seguono il filo di una trama tesa. Giro di Vento parla in modo estremamente diretto, a tratti spietato e a tratti commosso, di come siamo noi oggi: delle nostre aspirazioni e contraddizioni, dei nostri rapporti d’amicizia e d’amore, delle nostre manie, delle nostre paure, dei nostri sogni.

venerdì 29 agosto 2008

Libro delle vacanze


Testimone inconsapevole - Gianrico Carofiglio


Se fosse un film sarebbe classificato nella categoria dei legal thriller, o qualcosa di simile.
La cosa che più ho trovato originale è l’ambientazione nel sistema processuale italiano. Sicuramente il tutto è stato abbondantemente romanzato e semplificato, ma alcune nozioni su Corte d'Assise, Cassazione, rinvio a giudizio ecc., per me che sono un neofita le ho trovate quantomeno interessanti.
Di solito questi racconti sono tutti ambientati nei tribunali americani, con avvocati/investigatori/eroi che arrivano sempre a smascherare l'assassino con un qualche mirabile "barbatrucco" o particolare azione di forza.


In questo caso il protagonista è un normale avvocato di Bari sull'orlo della depressione che vede in una causa impossibile una sfida da vincere forse più per se stesso che per il suo assistito.

La trama in breve:
è stato ucciso un bambino di nove anni. Il piccolo corpo viene ritrovato nel fondo di un pozzo. Un delitto atroce di cui è accusato un ambulante senegalese, Abdou Thiam, che lavora nella spiaggia vicino la casa dei nonni dove il bambino è solito giocare. Inchiodano il senegalese indizi e testimonianze, ma soprattutto una foto e le dichiarazioni di un barista. Un destino processuale segnato: privo di mezzi, lo attendono una frettolosa difesa d'ufficio e vent'anni con rito abbreviato. Ma è un destino che si scontra con quello di un avvocato in crisi che trova, nella lotta per salvare Abdou in una spasimante difesa, un nuovo sapore alla vita.